L'Aquila, De Sousa: "La mia verità sulla retrocessione"

 di Giammarco Menga Twitter:   articolo letto 4185 volte
Claudio De Sousa (1985)
Claudio De Sousa (1985)

Si è conclusa con la retrocessione tra i dilettanti la storia d’amore tra la pantera Claudio De Sousa e L’Aquila. L’ex capitano rossoblù era approdato ai piedi del Gran Sasso nell’anno di Prima Divisione 2013-2014, portando in dote i diciotto gol segnati la stagione precedente con la maglia del Chieti nell’allora Seconda Divisione. Nel suo primo anno con L’Aquila aveva messo a segno dieci centri, trascinando la truppa di Giovanni Pagliari alla storica qualificazione ai play-off per la serie B. Ecco le sue parole su IlCentro: “Una delusione enorme, la mia prima retrocessione in carriera. Tra l’altro, al di là delle critiche e delle polemiche, oltre ai tifosi e alla società anche noi calciatori ci abbiamo rimesso perché nel calcio di oggi è sempre più dura trovare squadra; figuriamoci dopo un fallimento del genere…Innanzitutto la colpa è di noi calciatori ed è giusto prenderci le nostre responsabilità. Va anche detto, però, che abbiamo affrontato una stagione terribile. Oltre al danno mentale sui punti di penalizzazione prima dati e poi tolti, ci siamo allenati per metà anno su quattro campi diversi (San Gregorio, stadio Fattori, Paganica e stadio di Acquasanta), non facendo mai la doccia nella struttura dove ci allenavamo. Sembrano dettagli da poco, ma messi insieme, fanno la differenza in campionati professionistici”. Sulla debacle dei rossoblù da febbraio in poi che ha portato dritti in D dopo un buon girone di andata, De Sousa confessa: “La verità è che abbiamo mollato mentalmente dopo la restituzione dei punti in classifica. Alla luce dei ventiquattro punti conquistati nel girone di andata, eravamo sicuri che il cammino fosse ormai in discesa. Inconsciamente è stato il più grande errore che potessimo commettere e siamo entrati in un vortice senza uscita. La squadra ce l’ha messa tutta ma era obiettivamente carente a livello caratteriale..”.